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LORENZO'S WORLD

December 12

...nel ricordo di Peppino Prisco...

MILANO - Ci sono amori che non finiranno mai. E che in certi giorni ricordi solo un po' di più, che sempre.

"Ciao Peppino, uno di noi".

Giuseppe Prisco, nato a Milano il 10 dicembre 1921, di origini napoletane.

Interista dichiarato dal 1929, domenica di un derby (vinto) sul campo di via Goldoni.

I suoi amori: l'Inter, gli Alpini, l'avversario del Milan, l'avversario della Juve.

Ha vinto (a oggi): 11 scudetti, 4 coppe italia, 4 supercoppe italiane, 2 coppe dei campioni, 2 coppe intercontinentali, 3 coppe uefa.

 

 


November 05

OBAMA

ROMA - L'elezione di Barack Obama, un nero, il figlio di un immigrato, alla presidenza degli Stati Uniti e' la prova che nulla in America e' impossibile e che il sogno americano e' ancora vivo e vitale. E' stato il presidente eletto a dirlo ai suoi sostenitori, nel discorso d'accettazione a Chicago, dopo essere salito sul palco con la moglie e le figlie, un'icona della famiglia, del successo, dei valori americani. Ma e' stato un intero popolo a crederlo e a volerlo dimostrare, tributando al candidato democratico un trionfo alle urne. Barack Obama e' cosi' divenuto il 44.o presidente degli Stati Uniti, il primo nero a conquistare la Casa Bianca: un risultato storico.

Scegliendo Obama, l'America ha cambiato. Adesso, tocchera' a Obama cambiare l'America, restituirla all'ottimismo e all'idealismo. Il presidente eletto ha ottenuto almeno 349 Grandi Elettori su 539 (per vincere, ce ne volevano 270), s'e' aggiudicato molto nettamente il voto popolare (ha avuto il 52%, con un vantaggio di almeno sei milioni di suffragi); s'e' imposto in tutti gli Stati contesi, strappando al rivale repubblicano John McCain l'Ohio e la Florida, la Virginia e l'Indiana (la geografia delle sconfitte democratiche nelle ultime due elezioni presidenziali). L'affluenza record ha allungato le code ai seggi nell'Unione e ha reso piu' lento lo spoglio dei suffragi, ritardando l'annuncio della vittoria del candidato democratico.

La certezza, non matematica, ma politica, e' stata acquisita quando il candidato democratico s'e' imposto nell'Ohio, uno Stato chiave, lo Stato che tutti i candidati repubblicani divenuti presidenti hanno vinto. L'Ohio e' stato il segnale della disfatta per il repubblicano McCain, arrivato all'Election Day in forte ritardo in tutti i sondaggi. E che neppure i suoi sostenitori ci credessero piu' lo diceva la differenza di immagini tra l'attesa per Obama a Chicago, dove c'erano decine di migliaia di persone entusiaste, e l'attesa a Phoenix, dove i sostenitori di McCain erano pochi e disorientati. Per Obama, e' stata quasi una valanga.

Per McCain, e' stato un tracollo (e, certamente, l'epilogo d'una vita politica, anche se resta senatore): fra i repubblicani, e' gia' iniziato, sotto traccia, il posizionamento a chi sfidera' il presidente nel 2012. L'America e' andata al voto nel pieno d'una crisi finanziaria che le toglie fiducia e che deve ancora fare avvertire l'impatto sull'economia reale, mentre le difficolta' militari e politiche in Iraq e in Afghanistan incrinano le certezze e le sicurezze di quella che e' stata, e forse e' ancora, la Super-Potenza unica. In un momento critico, con un esercizio di democrazia che la conferma fucina di coraggio per l'Occidente, l'America, al bivio tra l'esperienza e la novita', ha puntato sul cambiamento: un presidente giovane, nero e relativamente inesperto, ma che e' un simbolo di speranza e che impersona il sogno americano.

Alle urne e' andata un'America nuova, mediamente piu' giovane, piu' commessa, piu' etnica (i neri, ma anche gli ispanici), che Obama dovra' guidare dal 20 gennaio, quando s'insediera', fuori dalla crisi, ridandole fiducia in se stessa e rimeritandole la simpatia del Mondo. Nella scia del ritorno alla Casa Bianca, i democratici confermano e allargano le maggioranze alla Camera (almeno 15 seggi in piu') e al Senato (almeno 5 seggi in piu') e per la prima volta da 16 anni controllano il potere esecutivo e legislativo. Obama non sara' un presidente solo, ma avra' il Congresso dalla sua per realizzare il suo programma: non se ne conoscono ancora ne' i dettagli ne' gli interpreti, ma si sa che e' un sogno, il sogno americano.

LE TAPPE DELLA LUNGA NOTTE DELLA VITTORIA
Questi i momenti salienti della lunga notte che ha sancito la vittoria Barack Obama nelle elezioni presidenziali americane (le ore indicate sono quelle della costa est degli Stati Uniti e quella italiana).

19:02 - 1:02 - Barack Obama conquista il primo stato ad essere assegnato, il Vermont.

19:20 - 1:09 - La Cbs attribuisce la Virginia, dal '64 feudo repubblicano, ad Obama, un segnale che sara' confermato solo alle 4:46.

21:20 - 3:20 - Obama conquista l'Ohio, stato essenziale per la vittoria. Con questo successo Obama acquisisce la certezza di diventare presidente degli Stati Uniti. Ai 200 voti gia' assegnati fin a quel momento Obama puo' aggiungere quelli sicuri della California (55), dell'Oregon (7) e dello Stato di Washington (11). Arriva cosi' a quota 273, superando il quorum di 270.

23:03 - 5:03 - Con l'assegnazione della California Obama diventa matematicamente presidente.

23:06 - 5:06 - Tutte le tv americane annunciano che Obama e' il nuovo presidente degli Stati Uniti.

23:23 - 5:23 - Il candidato repubblicano John McCain si congratula con Obama.

23:34 - 5:34 - Il presidente George W.Bush chiama Obama per congratularsi.

00:04 - 6:04 - Obama, davanti ai suoi sostenitori riuniti al Green Park di Chicago, proclama: ''oggi prova che nulla in America e' impossibile''.
October 28

Usa: sventato complotto contro Barak Obama

NEW YORK - L'ombra di un complotto di skinhead per assassinare Barack Obama si stende sulla campagna elettorale americana a otto giorni dal voto. Due giovani sono stati arrestati in Tennessee e in Arkansas con un piano per rapinare un negozio di armi, uccidere Obama e ''il numero piu' alto possibile'' di neri. I due skinhead erano pronti a morire una volta portata a termine la loro impresa. Il 4 novembre Obama potrebbe diventare il primo presidente afro-americano nella storia degli Stati Uniti: dopo la Cnn e il New York Times, anche la Nbc oggi ha messo Obama oltre la soglia magica dei 270 voti elettorali che servono a conquistare la Casa Bianca. Obama resta stabile al comando in tutti i sondaggi nazionali con oltre il 50 per cento delle preferenze e due sole note dolenti: una lieve flessione nelle valutazioni Rasmussen e Zogby. Non e' la prima volta che si parla di complotti per assassinare il front runner che raduna ai suoi comizi folle oceaniche e che da mesi viene guardato a vista dai gorilla del Secret Service: era successo nei giorni della Convention di Denver quando quattro balordi erano stati fermati, e poi rilasciati per insufficienza di prove, con l'accusa di aver cospirato per uccidere il candidato democratico. L'annuncio del Bureau of Alcohol,Tobacco and Firearms, senza che sia chiaro quale credibilita' le autorita' federali attribuiscano alla vicenda, ha coinciso con la volata finale dello scontro elettorale: oggi Obama, accusato dalla campagna rivale di essere un cripto-socialista, ha incrociato armi e cammino con il repubblicano John McCain in Ohio e Pennsylvania, due stati campo di battaglia nel voto di novembre. Un filo rosso di malessere tra pignoramento e disoccupazione, religione e fucili, carbone e acciaio lega il teatro dei discorsi di oggi: a Canton nell'Ohio, lo stato che nel 2004 sigillo' la vittoria di George W. Bush su John Kerry, Obama ha lanciato il 'closing argument' per riassumere due anni di campagna e spiegare agli americani perche' devono votarlo. In Ohio la sfida e' testa a testa statistico: 49 a 45 per Obama. ''La prossima settimana con il vostro aiuto cambieremo il paese'', ha detto il senatore: ''In un simile momento l'ultima cosa che possiamo permetterci sono altri quattro anni della vecchia teoria che dobbiamo dare ai miliardari e alle corporation sperando che la prosperita' ricada a pioggia su tutti''. Obama si e' impegnato a ''cambiare, con il vostro aiuto, l'economia dal basso''. E' un messaggio improntato al senso civico e delle responsabilita' condivise dei cittadini che la campagna repubblicana ha subito tradotto in ''piu' tasse''. McCain ha radunato a Cleveland i suoi consiglieri economici e dato al rivale del ''ridistributore''. Ora sappiamo - ha detto il senatore dell'Arizona - che ''cambiamento in cui possiamo credere'' e ''cambiamento necessario'' sono ''in realta' ''parole in codice per cambiamento redistributivo''. La campagna repubblicana, aiutata da un video di una intervista del 2001 ripescata nel passato remoto del rivale quando era ancora senatore dello stato dell'Illinois, ha tentato di alimentare nell'elettorato il timore di un Obama marxista: ''Il suo piano economico somiglia a quello di paesi dove la gente non e' libera'', ha accusato la numero due Sarah Palin durante un comizio a Iowa City mentre un elettore gridava all'indirizzo del senatore dell'Illinois: 'Socialista!''. E' un messaggio disperato per far colpo non soltanto sulla 'cintura della ruggine', il ventre molle industriale dell'America colpito dalla crisi economica che per la verita' avrebbe solo da avvantaggiarsi di un maggior intervento statale: proprio oggi la Casa Bianca ha confermato che si sta parlando di un salvataggio dell'industria dell'auto. E' anche un affondo mirato ai discendenti dei 'pionieri' degli stati del Sud e del West, da sempre allergici al Welfare State e all'ufficio delle imposte. Per non parlare dei cubani della Florida, che nel 2000 e nel 2004 risultarono decisivi per Bush ma quest'anno andranno a votare con un occhio al portafoglio sempre piu' vuoto: sui giornali ispanici di Miami la parola inglese piu' apparsa negli ultimi giorni e' 'forclosure', pignoramento.



WASHINGTON - Un brivido per l'America a una settimane dal voto. Le autorita' federali hanno arrestato due giovani neonazisti skinhead nel Sud del paese che, secondo le accuse, preparavano un massacro di persone di colore che doveva concludersi con il tentativo di assassinare Barack Obama, il primo nero nella storia degli Stati Uniti a trovarsi a un passo dalla Casa Bianca. ''Sono accuse serie e le tratteremo come tali'', ha commentato il procuratore distrettuale del Tennessee, Lawrence Laurenzi, che ha diretto le indagini. Il Secret Service, l'agenzia federale che protegge Obama con un plotone di uomini fin dall'anno scorso, ha detto attraverso un portavoce di ''prendere seriamente tutte le minacce contro i candidati presidenziali'', senza rivelare se le misure di sicurezza per il candidato democratico verranno aumentate negli ultimi giorni della campagna, che lo vedranno in mezzo a folle enormi nelle piazze d'America. A finire in manette sono stati Daniel Cowart, 20 anni, del Tennessee e Paul Schlesselman, 18 anni, dell'Arkansas, che vengono definiti dagli investigatori due fanatici delle filosofie del 'Potere Bianco' e della sottocultura skinhead di matrice neonazista. Tramite un amico comune, i due si erano messi in contatto via Internet con i siti frequentati dai supremazisti ariani e avrebbero progettato una rapina a un negozio d'armi, che doveva permettere di attrezzarsi per il loro piano omicida. L'idea, stando all'indagine condotta dall'Atf - gli agenti federali che si occupano di lotta ai traffici di armi ed esplosivi - era quella di ammazzare 88 neri a colpi di arma da fuoco e decapitarne altri 14. I numeri non sono casuali, ma appartengono al simbolismo neonazista. Secondo l'Anti-Defamation League, un'organizzazione di matrice ebraica che si batte contro razzismo e antisemitismo, 88 significa 'Heil Hitler' e viene usato spesso nella letteratura neonazista. La lettera 'H' e' l'ottava dell'alfabeto, da qui 88. Il numero 14 e' legato invece, sempre secondo la Adl, al numero delle parole della frase ''We must secure the existence of our people and a future for white children'' (Dobbiamo assicurare l'esistenza del nostro popolo e un futuro per i bambini bianchi). La frase e' attribuita al supremazista ariano David Lane, protagonista di attentati a sfondo razziale negli anni Ottanta, morto in una prigione americana lo scorso anno mentre scontava l'ergastolo. Compiuta la strage dei 102, sarebbe toccato a Obama. ''I due sospetti - afferma un comunicato diffuso dagli investigatori in Tennessee - hanno affermato che erano pronti a morire durante il loro tentativo'' di assassinare il candidato alla presidenza. I portavoce di Obama, nelle ore successive alla notizia degli arresti, non hanno commentato. Cowart e Schlesselman sono stati condotti di fronte a un giudice a Jackson, in Tennessee, per confermare l'arresto per porto d'armi e ''minacce contro un candidato all'ufficio della presidenza''. I due giovani sono stati trovati in possesso di varie armi, tra cui fucili a canne mozze e una carabina Fasi. L'arresto e' avvenuto nei giorni scorsi ed era stato tenuto fino a ora riservato. Nella notte tra il 21 e il 22 ottobre, stando al capo d'imputazione, i due giovani hanno convinto una ragazza a mettersi alla guida di un auto e a portarli ad eseguire una rapina che doveva servire a preparare la loro strage. La rapina e' poi sfumata e dopo aver abbandonato la ragazza, i due si sono recati ad acquistare corde di nylon e passamontagna. E' a questo punto che gli agenti dell'ufficio dello sceriffo nella contea di Crockett, in Tennessee, li hanno arrestati nelle prime ore del 22 ottobre. Interrogati, i due avrebbero confessato il piano e si sarebbero vantati della loro ideologia neonazista e della volonta' di uccidere Obama, a costo di rimetterci la pelle. Un'udienza per la loro incriminazione formale e' in programma il 30 ottobre a Memphis, in Tennessee, la citta' dove 40 anni fa fu assassinato il leader del movimento dei diritti civili dei neri Martin Luther King.
 
(fonte Ansa.it)
August 25

ARGENTINA: CANE DIVENTA EROE NAZIONALE

ARGENTINA: CANE ADOTTA BIMBO ABBANDONATO ALLA NASCITA, PAESE COMMOSSO

Buenos Aires, 22 ago. - (Adnkronos) - Un cane ha riscaldato col proprio corpo un bimbo, abbandonato alla nascita da una ragazza madre in un sobborgo di Buenos Aires, salvandolalo da una morte che, altrimenti, sarebbe stata certa. La storia di "La China", questo il nome della cagnetta di 8 anni d'eta' che si e' presa cura del neonato, ha toccato il cuore degli argentini, commuovendo l'intero Paese. Il bebe', nato prematuro da una ragazza di 14 anni, era stato deposto e abbandonato in mezzo ai rifiuti nei pressi di una baraccopoli che sorge alle porte della capitale. Il cane, attirato dal pianto del piccolo, l'ha soccorso, prelevato tenendolo stretto tra i denti e condotto al sicuro nella sua cuccia, distante circa 50 metri. La China ha quindi fatto spazio al bambino, deponendolo insieme alla sua cucciolata. Trascorsa la notte, il padrone del cane ha sentito le grida e il pianto del bambino, scoprendo che, incredibilmente, insieme ai figli di 'La China' c'era anche un cucciolo di uomo. La polizia, giunta sul posto dopo la chiamata del padrone di La China, ha fatto sapere che il bimbo, al momento del ritrovamente, aveva soltanto alcune lievi escorazioni ma nessun segno di morso da parte dell'animale. Il piccolo e' stato affidato ai servizi sociali, in attesa di prendere una decisione sul suo futuro.
August 17

Il discorso di Gandhi

In questi giorni è stato ritrovato l’audio completo di questo discorso di Gandhi: oggi più che mai, un omaggio alla riflessione di tutti.

Discorso tenuto da Gandhi alla Conferenza delle relazioni interasiatiche, New Delhi, 2 aprile 1947. Traduzione e commento a cura di Tara Gandhi.

Signora Presidente e amici, non credo di dovermi scusare con voi per il fatto che sono costretto a parlare in una lingua straniera. Chissà se questi altoparlanti porteranno la mia voce fino ai confini di questo immenso pubblico. Quelli di voi che sono lontani possono alzare la mano, se sentono quello che dico? Sentite? Bene. Bene, se la mia voce non vi giunge, non è colpa mia, ma colpa degli altoparlanti.
Quello che volevo dirvi è che non devo scusarmi. Non oso, visti tutti i delegati che si sono riuniti qua da tutta l’Asia, e gli osservatori – ho imparato questa parola pronunciata da un amico americano che disse: “Non sono un delegato, sono un osservatore”. Di primo impatto con lui, vi assicuro, pensavo venisse dalla Persia, ma ecco davanti a me un americano e gli dico: “Sono terrorizzato da te, e vorrei che mi lasciassi stare”. Potete immaginare un americano che mi lasci stare? Non lui e, quindi, ho dovuto parlargli.
Quello che volevo dirvi è che il mio idioma per me madrelingua, non lo potete capire, e non voglio insultarvi insistendo su di esso. Il linguaggio nazionale, Hindustani, ci metterà tanto tempo prima di rivaleggiare con un linguaggio internazionale.
Se ci deve essere rivalità, c’è rivalità tra francese e inglese. Per il commercio internazionale, indubbiamente l’inglese occupa il primo posto. Per discorsi e corrispondenza diplomatici, sentivo dire quando studiavo da ragazzo che il francese era la lingua della diplomazia e se volevi andare da una parte all’altra dell’Europa dovevi provare ad imparare un po’ di francese, e quindi ho provato ad imparare qualche parola di francese per riuscire a farmi capire. Comunque, se ci deve essere rivalità, la rivalità potrebbe nascere tra francese e inglese. Quindi, avendo imparato l’inglese, è naturale che faccia ricorso a questa parlata internazionale per rivolgermi a voi.
Mi chiedevo di cosa dovessi parlarvi. Volevo raccogliere i miei pensieri, ma lasciate che sia onesto con voi, non ne ho avuto il tempo.
Però ieri ho comunque promesso che avrei provato a dirvi qualche parola.
Mentre venivo con Badshah Khan, ho chiesto un piccolo pezzo di carta ed una matita. Ho ricevuto una penna invece di una matita. Ho provato a scarabocchiare qualche parola. Vi spiacerà sentirmi dire che quel pezzo di carta non è qui con me. Ma questo non importa, ricordo cosa volevo enunciare, e mi sono detto: “I miei amici non hanno visto la vera India, e non ci stiamo incontrando in una conferenza nel cuore della vera India”.
Delhi, Bombay, Madras, Calcutta, Lahore – queste sono tutte grandi città e quindi, hanno subito l’influenza dell’Occidente, sono state fatte, magari eccetto Delhi ma non New Delhi, sono state fatte dagli inglesi. Poi ho pensato ad un breve saggio – credo che dovrei chiamarlo così – che era in francese. Era stato tradotto per me da un amico anglo-francese, e lui era un filosofo, era anche un uomo altruista e diceva che mi aveva dato la sua amicizia senza che io lo conoscessi, perché lui parteggiava per le minoranze ed io rappresentavo, assieme ai miei connazionali, una minoranza senza speranze, e non solo senza speranze ma una minoranza disprezzata.
Se gli europei del Sudafrica mi perdonano per quello che dico, eravamo tutti “coolies” [lavoratore non qualificato a basso costo]. Io ero un insignificante avvocato “coolie”. A quei tempi non avevamo dottori “coolie”, non avevamo avvocati “coolie”. Ero il primo nel campo. Ma sempre un “coolie”. Magari sapete cosa si intende con la parola “coolie” ma questo mio amico, si chiamava Krof – sua madre era francese, suo padre inglese – disse: “Voglio tradurre per te una storia francese”.
Mi perdonerete, chi di voi sa la storia, se nel ricordarla faccio degli errori qua e là, ma non ci sarà nessun errore nell’avvenimento principale.
C’erano tre scienziati e – ovviamente è una storia inventata – tre scienziati uscirono dalla Francia, uscirono dall’Europa alla ricerca della “Verità”. Questa era la prima lezione che mi aveva insegnato quella storia, che se bisogna cercare la verità, non la si trova su suolo europeo. Quindi, indubbiamente neanche in America.
Questi tre grandi scienziati andarono in parti diverse dell’Asia. Uno trovò la strada per l’India e diede inizio alla sua ricerca. Raggiunse le cosiddette città di quei tempi. Naturalmente, ciò avvenne prima dell’occupazione inglese, prima anche del periodo Mughal, così è come ha illustrato la storia l’autore francese, ma visitò comunque le città, vide la gente delle cosiddette caste alte, uomini e donne, fino a che non si addentrò in un’umile casa, in un umile villaggio, e quella casa era una casa Bhangi, e trovò la verità che stava cercando, in quella casa Bhangi, nella famiglia Bhangi, uomo, donna, forse 2 o 3 bambini (lo dico come me lo ricordo) e poi lui descrive come la trovò. Tralascio tutto questo.
Voglio collegare questa storia a quello che voglio dire a voi, che se volete vedere il meglio dell’India, dovete trovarlo in una casa Bhangi, in un’umile casa Bhangi, o villaggi simili, 700.000 come ci insegnano gli storici inglesi. Un paio di città qua e là, non ospitano neanche qualche crore [unità di misura indiana che equivale a 10 milioni] di persone. Ma i 700.000 villaggi ospitano quasi 40 crore di persone. Ho detto quasi perché potremmo togliere una o due crore che stanno in città, comunque sarebbero 38 crore.
E poi mi sono detto, se questi amici sono qui senza trovare la vera India, per cosa saranno venuti? Ho poi pensato che vi pregherò di immaginare quest’India, non dal punto di vista di questo immenso pubblico ma per come potrebbe essere. Vorrei che leggeste una storia come questa storia dei francesi o altre ancora. Magari, qualcuno di voi vada a vedere qualche villaggio dell’India e allora troverà la vera India.
Oggi farò anche questa ammissione: non ne sarete affascinati alla vista. Dovrete raschiare sotto i mucchi di letame che sono oggi i nostri villaggi. Non voglio dire che siano mai stati dei paradisi. Ma oggi sono veramente dei mucchi di letame; non erano così prima, di questo sono abbastanza certo. Non l’ho appreso dalla storia ma da quello che ho visto io stesso dell’India, fisicamente con i miei occhi; e io ho viaggiato da una parte all’altra dell’India, ho visto i villaggi, i miserabili esemplari dell’umanità, gli occhi senza vita, eppure sono l’India, e ciononostante in quelle umili case, nel mezzo dei mucchi di letame troviamo gli umili Bhangis, dove troverete un concentrato di saggezza. Come? Questa è una grande domanda.
Bene, allora voglio illustrarvi un altro scenario. Di nuovo, ho imparato dai libri, libri scritti da storici inglesi, tradotti per me. Tutta questa ricca conoscenza, mi spiace dire, arriva qui da noi in India attraverso i libri inglesi, attraverso gli storici inglesi, non che non ci siano storici indiani ma neanche loro scrivono nella loro madrelingua, o nella loro lingua nazionale, Hindustani, o se preferite chiamarli due idiomi, Hindi e Urdu, due forme della stessa lingua. No, ci riferiscono quello che hanno studiato sui libri inglesi, magari gli originali, ma attraverso gli inglesi in inglese, questa è la conquista culturale dell’India, che l’India ha subito.
Ma ci dicono che la saggezza è arrivata dall’Occidente verso l’Oriente. E chi erano questi saggi? Zoroastro. Lui apparteneva all’Oriente. Fu seguito dal Buddha. Lui apparteneva all’Oriente, apparteneva all’India. Chi ha seguito il Buddha? Gesù, di nuovo dall’Asia. Prima di Gesù ci fu Musa, Mosè, che apparteneva anche lui alla Palestina, ma verificavo con Badshah Khan e Yunus Saheb ed entrambi sostenevano che Mosè appartenesse alla Palestina, sebbene fosse nato in Egitto. Poi venne Gesù, poi Mohammad. Tutti loro li tralascio. Tralascio Krishna, tralascio Mahavir, tralascio le altre luci, non le chiamerò luci minori, ma sconosciute in Occidente, sconosciute al mondo letterario.
In ogni modo, non conosco una singola persona che possa uguagliare questi uomini d’Asia. E poi cosa accadde? Il Cristianesimo, arrivando in Occidente, si è trasfigurato. Mi spiace dire questo, ma questa è la mia lettura. Non dirò altro al riguardo. Vi racconto questa storia per incoraggiarvi e per farvi capire, se il mio povero discorso può farvi capire, che lo splendore che vedete e tutto quello che vi mostrano le città indiane non è la vera India. Certamente, il massacro che avviene sotto i vostri occhi, mi dispiace, vergognoso come dicevo ieri, dovete seppellirlo qui. Il ricordo di questo massacro non deve oltrepassare i confini dell’India, ma quello che voglio voi capiate, se potete, è che il messaggio dell’Oriente, dell’Asia, non deve essere appreso attraverso la lente occidentale, o imitando gli orpelli, la polvere da sparo, la bomba atomica dell’Occidente.
Se volete dare di nuovo un messaggio all’Occidente, deve essere un messaggio di “Amore”, un messaggio di “Verità”.
Ci deve essere una conquista (applausi) per favore, per favore, per favore. Questo interferisce con il mio discorso, e interferisce anche con la vostra comprensione. Voglio catturare i vostri cuori, e non voglio ricevere i vostri applausi. Fate battere i vostri cuori all’unisono con le mie parole, e io credo che il mio lavoro sarà compiuto.Voglio lasciarvi con il pensiero che l’Asia debba conquistare l’Occidente. Poi, la domanda che mi ha fatto un mio amico ieri: “Se credevo in un mondo unico?”. Certo, credo in un mondo unico. Come posso fare diversamente, quando divento erede di un messaggio di amore che questi grandi, inconquistabili maestri ci hanno lasciato? Potete esprimere questo messaggio di nuovo ora, in questa era di democrazia, nell’era del risveglio dei più poveri dei poveri, potete esprimere questo messaggio con maggiore enfasi. Poi completerete la conquista di tutto l’Occidente, non attraverso la vendetta perché siete stati sfruttati, e nello sfruttamento voglio ovviamente includere l’Africa, e spero che quando vi reincontrerete in India la prossima volta ci sarete tutti: spero che voi, nazioni sfruttate della terra, vi incontrerete, se a quell’epoca ci saranno ancora nazioni sfruttate.
Ho forte fiducia che se unite i vostri cuori, non solo le vostre menti, e capite il segreto dei messaggi che i saggi uomini d’Oriente ci hanno lasciato, e che se veramente diventiamo, meritiamo e siamo degni di questo grande messaggio, allora capirete facilmente che la conquista dell’Occidente sarà stata completata e che questa conquista sarà amata anche dall’Occidente stesso.
L’Occidente di oggi desidera la saggezza. L’Occidente di oggi è disperato per la proliferazione della bomba atomica, perché significa una completa distruzione, non solo dell’Occidente, ma la distruzione del mondo, come se la profezia della Bibbia si avverasse e ci fosse un vero e proprio diluvio universale. Voglia il cielo che non ci sia quel diluvio, e non a causa degli errori degli umani contro se stessi. Sta a voi consegnare il messaggio al mondo, non solo all’Asia, e liberare il mondo dalla malvagità, da quel peccato.
Questa è la preziosa eredità che i vostri maestri, i miei maestri, ci hanno lasciato.

M. K. Gandhi

 

gandhi

May 22

...CAMPIONI D'ITALIA...

interposthome-centenario

CAMPIONI D'ITALIA

March 13

...Piccola stella senza cielo...Ligabue

 
Cosa ci fai
in mezzo a tutta questa gente?
Sei tu che vuoi
o in fin dei conti non ti frega niente?
tanti ti cercano
spiazzati da una luce senza futuro
Altri si allungano
vorebbero tenerti nel loro buio.

Ti brucerei
piccola stella senza cielo
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
dietro una scia, un soffio, un velo
Ti staccherai
perchè ti tiene sù soltanto un filo sai

Tieniti sù
le altre stelle son disposte
solo che tu
a volte credi non ti basti
Forse capiterà
che ti si chiuderranno gli occhi ancora
o soltanto sarà
una parentesi di una mezz'ora

Ti brucerai
piccola stella senza cielo
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
dietro una scia, un soffio, un velo
Ti staccherai
perchè ti tiene sù soltanto un filo

Ti brucerai
piccola stella senza cielo
Ti mostrerai
Ci incanteremo mentre scoppi in volo
Ti scioglierai
dietro una scia, un soffio, un velo
Ti staccherai
perchè ti tiene sù soltanto un filo
 
 
 
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